Gli ulivi non sono solo piante, sono una civiltà, dei monumenti naturali. Alberi che secondo la mitologia greca, furono creati da Atena per essere immortali. … La conoscenza e la consapevolezza del valore di queste piante, anche nel contesto dell’identità locale e della comunità, è lo stimolo con cui sono state create le installazioni di Alessandro Antonucci. Quattro interventi delicati e nello stesso tempo raffinati nati dalla volontà di osservare, comprendere, documentare e svelare alcuni intimi aspetti della Natura. Il punto di partenza di questa mostra è un’ode a ciò che è invisibile e che tuttavia fa intrinsecamente parte della vita umana: i meccanismi più nascosti, i comportamenti più segreti, le dinamiche più evolute della Natura. … Si cammina in un’apollinea ascensione nella collina che coincide anche con una discesa negli abissi della conoscenza più profonda della Natura, che ci mette in contatto con accadimenti impercettibili al solo occhio umano che afferiscono all’ambito dell’esperienza sensibile notturna o alla disponibilità all’intuizione. … Le quattro installazioni, nate dall’osservazione di dinamiche e relazioni narrate per immagini, sono state organizzate in un percorso in cui il processo di anamnesi confluisce in una sorta di catarsi finale in cui l’arte crea un dialogo e una relazione profonda con il luogo che la ospita e di cui arricchisce la naturale bellezza.